I “coili” della Barbagia: i rifugi dell’entroterra sardo, location scouting

Gli “Ovili” della Barbagia: tesori nascosti dell’entroterra sardo, lontane dal mare nello spirito
Nascosti negli aspri altipiani della Barbagia, nella Sardegna centro-orientale, si trovano gli ovili, antichi rifugi in pietra e insediamenti stagionali utilizzati dai pastori per secoli. Anche se spesso si trovano a meno di un’ora di macchina dalle spettacolari coste dell’isola, questi habitat interni sono mondi diversi per cultura, ritmo e visione del mondo. In Sardegna, la vicinanza al mare non ha mai garantito un legame con esso – e in nessun altro luogo questo è più evidente che nella vita dell’ovile.
Su coile non è solo una struttura fisica; è un simbolo dell’anima pastorale della Sardegna, soprattutto in Barbagia. Tradizionalmente costruiti in pietra a secco e coperti con rami o travi di legno, gli ovili servivano sia come abitazioni che come ricoveri per gli animali nei pascoli d’alta quota. I pastori vi trascorrevano lunghi mesi, lontani dai villaggi e completamente scollegati dalla vita costiera. Le loro giornate erano dettate dalla transumanza, dal tempo e dalla cura delle greggi, non dalle maree o dagli alisei.
Culturalmente, il mare esercitava poco fascino su queste comunità. Per molti sardi dell’interno, la costa era storicamente vista come un luogo pericoloso, una frontiera esposta a pirati, invasori stranieri e modi di vita sconosciuti. Al contrario, l’ovile rappresentava autonomia, resistenza e identità. Si trattava di un rifugio tra le montagne, un luogo di solitudine e autosufficienza dove venivano conservate le antiche conoscenze, le tradizioni orali e i profondi legami con la terra.
Anche oggi, nonostante le strade moderne e il più facile accesso alla costa, il divario culturale rimane. La pastorizia continua a definire gran parte dell’identità della Barbagia. La lingua parlata negli ovili è ricca di termini arcaici; il cibo è semplice, a base di terra e a base stagionale. C’è poco in comune con i piatti a base di pesce e il ritmo cosmopolita delle città costiere della Sardegna.
Tuttavia, gli ovili non sono congelati nel tempo. Alcuni sono stati restaurati e integrati nel turismo esperienziale, offrendo ai visitatori uno sguardo su uno stile di vita che sta scomparendo, ma non è stato dimenticato. Questi spazi ora fungono da ponte tra il passato e il presente, tra l’entroterra e la costa, pur conservando la loro anima interna.Location perfette per le riprese e per le atmosfere della moda.

Per i registi, i fotografi, i creativi della moda, queste location raprresentano una opportunità unica, che offre backdrops crudi e senza tempo che catturano l’anima di una Sardegna incontaminata.
Per capire veramente la Sardegna, bisogna andare oltre le spiagge. Gli ovili della Barbagia raccontano una storia non meno affascinante delle sue coste: quella delle montagne, del silenzio, della resilienza e di una cultura nata lontano dal mare, ma profondamente radicata nell’isola.

Contact us on 

Contact us